Nei, melanomi e raggi solari: quale rapporto?

Benessere

Neimelanomi, un argomento che in estate torna di attualità e vanno affrontate nel modo giusto le prime esposizioni ai forti raggi solari.

Per comprendere chiaramente l’ argomento è necessaria una piccola spiegazione sulla struttura anatomica della nostra pelle.

Come molti sanno è costituita da due tessuti cellulari separati da una membrana (Membrana Basale): quello esterno detto Epidermide (A) è anch’ esso composto da vari strati cellulari che vanno da quello più esterno,
composto da cellule morte, che vengono via, via eliminate, a quello più interno, a contatto con la membrana
basale, ove si trovano le cellule più giovani in continua germinazione.

Sotto l’ epidermide e la membrana basale si trova il Derma (B), tessuto ricco di vasi arteriosi e venosi, bulbi piliferi , fibre nervose, ghiandole sebacee e ghiandole sudoripare, ecc. Esiste poi anche uno strato più profondo detto Ipoderma, con tessuto adiposo, connettivo e a volte fasce muscolari, ma per la nostra trattazione non interessa.

Come Neo (o Nevo), in dermatologia è definita in generale ogni malformazione cutanea dovuta ad anomalie di sviluppo delle strutture di cui abbiamo appena detto.

A noi interessano quelle che coinvolgono quelle cellule particolari della pelle chiamate Melanociti: queste si trovano nella zona di passaggio dall’ epidermide al derma e hanno la funzione, come tutti sanno, di produrre e accumulare la Melanina, il pigmento cutaneo a funzione protettiva. Stimoli ormonali, chimici o fisici (ad esempio i raggi UV) causano un aumento dell’ attività di queste cellule.

I nei si formano quindi o per anomalie di sviluppo e/o funzionali di melanociti “normali” oppure partono dalla proliferazione di melanociti “particolari”, detti Nevociti (la cui origine è discussa), che tendono ad aggregarsi
in formazioni clinicamente visibili sulla cute. I primi tipi di nei vengono detti Nei Melanocitari (per es. le efelidi
e i nei pigmentati piani), i secondi Nei nevocellulari.

Nella seconda parte dell’articolo vedremo i rapporti fra questi nei nevocellulari e i raggi solari con il tumore
chiamato Melanoma.

Il Melanoma è un tumore dovuto alla proliferazione maligna dei Melanociti. E’ ad alta malignità e finchè la lesione viene riconosciuta ancora a livello epidermico e subito asportata si ha il 100% delle guarigioni, ma se è già arrivata al derma la prognosi è molto più infausta.

Da qui la necessità assoluta della prevenzione e dei controlli al minimo insorgere di una lesione sospetta. Diciamo subito che, contrariamente a quanto si pensava, solo in rari casi un neo nevocellulare evolve in melanoma: 1% dei nei congeniti, 5% dei nei giganti congeniti e nei di soggetti dalla cute già a rischio (capelli rossi o biondi, occhi chiari, cute che non si abbronza).

In via teorica non si può escludere in assoluto la evoluzione degenerativa di tutti i tipi di nei. Oggi però
è assolutamente dimostrato che il melanoma nella maggior parte dei casi nasce fin da subito come tale e se
è vero che ne esistono forme a decorso rapidissimo, quasi sempre l’ evoluzione è lenta e non tendente
a scendere in profondità e a invadere il derma.

Devono quindi essere controllati da uno specialista tutti i “supposti” nei presenti sui soggetti di cui abbiamo detto prima e su chiunque, se tendono a crescere, hanno margini irregolari, colore non uniforme, tendono a desquamare o si fanno notare con sintomi di fastidio tipo prurito (assolutamente controindicato aspettare che sanguinino: ricordatevi che i vasi sanguigni sono nel derma e vorrebbe dire che la lesione vi è già arrivata !).

Altri segni di sospetto sono l’età (dopo i 35 – 40 anni) e la zona di comparsa (gambe e viso nelle donne, tronco negli uomini, mani e piedi).

E’ inoltre un dato ormai certo che l’ esposizione, senza protezione, prolungata e duratura nel tempo, a forti dosi di raggi UV non solo invecchia precocemente la pelle ma provoca un aumento del rischio di insorgenza tumorale.

Da tempo i Dermatologi lanciano grida di allarme sull’ aumento impressionante di insorgenza di melanomi in soggetti sempre più giovani e puntano l’ indice contro la moda dell’ abbronzatura ad ogni costo che oggi imperversa nella nostra società: che dire su questo?

Forse è venuto il tempo che oltre ad una lodevolissima campagna antifumo che ha tanto sensibilizzato la gente contro questa abitudine “assassina”, ci si mobiliti anche contro tutti quei comportamenti che non sono altro che frutto di una moda (nel ‘700 per es. era chic essere pallidi), ma che così tanti danni possono provocare al nostro organismo, se affrontati in modo incauto.