Calcoli Renali
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Litiasi Urinaria

Benessere

Con il termine litiasi urinaria si intende la formazione di calcoli nel sistema urinario, i quali possono essere tra loro diversi per forma e consistenza.

Sintomatologia e diagnosi

Immagine Litiasi Urinaria

Esempio di alcune Litiasi Urinarie di fianco ad un metro

La litiasi urinaria o litiasi renale si manifesta con la comparsa di dolore o ematuria oppure sintomi collegati alla concomitante infezione delle vie urinarie. Alcune volte la diagnosi è casuale a seguito di esami di laboratorio o radiologici eseguiti per altre patologie o per controlli periodici.

Si tratta in questo caso di calcoli latenti, asintomatici perché fissi alla papilla renale o intrappolati in un calice. L’assenza di sintomi non è sinonimo di benignità in quanto il calcolo può sempre accrescersi con conseguente infezione e danno renale.

Si possono distinguere due diversi quadri dolorosi, la lombalgia e la colica.

La lombalgia si manifesta come dolore fisso localizzato al fianco omolaterale rispetto al calcolo, con maggiore intensità in sede posterolaterale (angolo renale). Il dolore a volte è descritto come senso di peso accentuato alla stazione eretta e può essere scatenato o accentuato con il segno di Giordano.

La colica renale è un dolore acuto localizzato in sede lombare posteriore che si irradia dall’addome fino all’inguine omolaterale al calcolo ed ai genitali. L’insorgenza della colica urinaria è improvvisa, può durare alcune ore, talvolta interrompersi bruscamente e riprendere intermittente per alcuni giorni.

Può essere accompagnata da pallore, sudorazione, nausea, vomito, distensione addominale ed inoltre da disuria, pollacchiuria ed ematuria, macroscopica o microscopica. La disuria, la pollacchiuria, il dolore sovrapubico e la macroematuria possono essere conseguenza di uno stimolo meccanico causato da un calcolo vescicale o dell’uretere prossimale.

La calcolosi uretrale si presenta con disuria e pollacchiuria spesso accompagnate da alterazione del mitto (diviso o ridotto di forza) ed eventuale ritenzione acuta di urina. La colica sta ad evidenziare la presenza di un calcolo o formazione litiasica di piccole dimensioni che migra o sta tentando di migrare lungo l’uretere, mentre il dolore fisso insieme a microematuria e segni d’infezione possono evidenziare la presenza di un calcolo coralliforme.

Sebbene i quadri sintomatologici descritti finora possono essere indicativi della sede e del tipo di calcolo, è importante accompagnarli con una serie di esami che ci permettano di porre in essere una diagnosi certa. Si rende quindi necessario indagare sulla sede, sulle dimensioni, sulla forma e sulla natura del calcolo, sulle condizioni della via escretrice sulla funzionalità renale e sull’eventuale presenza di infezioni delle vie urinarie.

Accertamento della Litiasi

Il paziente con sospetta calcolosi viene tenuto in osservazione per determinare l’intensità, la posizione e l’area di irradiazione del dolore.

Vengono osservati anche eventuali sintomi associati (nausea, vomito, diarrea, distensione addominale).

Si pongono in evidenza anche i sintomi indicanti una possibile infezione, come brividi, disuria, pollacchiuria e difficoltà ad iniziare la minzione.

Si indaga anche sulla possibilità di ostruzione delle vie urinarie, possibilità che può essere evidenziata da una minzione frequente di piccole quantità di urina, da oliguria o anauria.

L’urina viene prelevata per rilevare tracce di sangue e filtrata per verificare se vi è passaggio di residui solidi.

L’anamnesi è volta ad individuare i fattori che predispongono il paziente alla formazione di calcoli o che possano aver causato la colica renale o uretrale in corso.

I fattori predisponesti verso l’urolitiasi sono:

  • precedenti familiari;
  • neoplasia o malattia del midollo spinale;
  • uso di chemioterapici;
  • patologia infiammatoria intestinale;
  • dieta ricca di calcio e purina;
  • scarsa assunzione di liquidi.

Gli eventi che possono portare alla formazione di calcoli in un paziente già predisposto includono episodi di disidratazione, di immobilità prolungata e di infezioni.

Diagnosi infermieristica

Sulla base delle informazioni raccolte, la diagnosi infermieristica del paziente con calcoli renali include:

  • dolore relativo all’infiammazione, all’ostruzione e all’abrasione del tratto urinario;
  • alto rischio di infezione e di ostruzione relativo al blocco delle vie urinarie da parte di calcoli o edema;
  • mancanza di conoscenze sulle modalità di prevenzione delle recidive di calcolosi renale.

Pianificazione degli interventi

Ci si propone come obiettivo di alleviare il dolore ed il malessere, prevenire l’infezione e l’ostruzione, evitare una recidiva.

Interventi infermieristici

Alleviamento del dolore

Somministrazione dietro prescrizione medica di farmaci e analgesici antinfiammatori, antispastici ad azione anticolinergica. Questi vengono somministrati per via intramuscolare o endovenosa possono avere un effetto più o meno immediato. Anche l’applicazione di pezze calde sul fianco dolorante possono alleviare il dolore. Fare assumere al paziente una posizione che aumenti il sollievo e assisterlo a camminare se ciò lo aiuta a sentirsi meglio. Si tiene sotto controllo il dolore e qualora dovesse aumentare, informare il medico per un eventuale terapia. Se l’intensità del dolore non diminuisce ed il calcolo non viene espulso spontaneamente si prepara il paziente ad altri trattamenti (ESWL, nefrolitotomia per cutanea, ureteroscopia o chirurgia).

Prevenzione di infezioni o ostruzioni

Invitare il paziente a riferire una diminuzione nel volume d’urina, presenza di sangue o torbidità. Bisogna eseguire una valutazione della diuresi delle 24 ore, controllando entrate ed uscite. E’ necessario aumentare l’assunzione di liquidi con infusione endovenosa di flebo per evitare la disidratazione e aumentare la pressione idrostatica nel tratto urinario al fine di spingere il calcolo per facilitarne l’espulsione spontanea con le urine. Incoraggiare il paziente a camminare, poiché questo può aiutare il progredire del calcolo verso il basso.

E’ altresì necessario eseguire il filtraggio delle urine per verificare l’eventuale espulsione del calcolo. Ogni coagulo presente nell’urina deve essere schiacciato per verificare se contiene calcoli.

Educazione del paziente e cure domiciliari

Essendo molto probabili recidive di calcolosi si invita il paziente a seguire un regime dietetico che ne eviti la formazione. Un fattore di prevenzione è costituito da un’abbondante assunzione di liquidi, in quanto i calcoli tendono a formarsi in urine concentrate. Inoltre è importante che il paziente eviti improvvisi e drastici aumenti di temperatura e che le eventuali attività sportive non creino eccessiva sudorazione.

Se ciò dovesse avvenire è necessario reintegrare con abbondante assunzione di liquidi. Si consiglia di evitare l’immobilità prolungata poiché rallenta il drenaggio renale ed altera il metabolismo del calcio. Bisogna illustrare l’importanza di seguire un programma di visite ed analisi per accertarsi della funzionalità renale e dell’effettiva rimozione di tutti i calcoli.

Bisogna inoltre spiegare al paziente l’importanza e l’effetto dell’assunzione di farmaci che svolgono azione preventiva nella formazione di calcoli. Si forniscono al paziente ed ai familiari precise istruzioni su come riconoscere i sintomi di calcolosi, di ostruzione e di infezione e l’importanza di riferirli tempestivamente al medico.

Valutazione

Si nota alleviamento del dolore:

  • il paziente riferisce diminuzione del dolore e del malessere;
  • assume una posizione più rilassata;
  • cammina di più;
  • chiede gli analgesici prescritti;
  • applica compresse calde in zona lombare per ridurre l’indolenzimento;
  • non manifesta sintomi di shock o indolenzimento.

Non ci sono sintomi di infezione e/o di ostruzione del tratto urinario:

  • urina limpida e non ematica;
  • assenza di disuria, pollacchiurua o stranguria;
  • temperatura corporea normale;
  • assenza di brividi.

Il paziente manifesta una migliore conoscenza del comportamento salutaristico per prevenire le recidive:

  • assume abbondanti liquidi;
  • sa come evitare la disidratazione;
  • evita periodi di immobilità e di inattività prolungati;
  • segue un regime dietetico prescritto per evitare la formazione di calcoli;
  • riconosce i sintomi che necessitano di controllo medico;
  • prende le medicine prescritte per evitare la formazione di calcoli.

Protocollo per la preparazione del paziente per la ESWL

Pianificato il trattamento e decisa la data dell’ESWL mettere il paziente a dieta senza scorie, somministrare Mylicon o carbone vegetale 2cp 3 volte al giorno al fine di evitare un eccessivo meteorismo che potrebbe intralciare nel normale svolgimento della litotrissia.

La sera prima dell’ESWL eseguire un clistere evacuativo, salvo diversa prescrizione, e mantenere un vitto leggero.

La mattina, prima del trattamento, mantenere digiuno il paziente, vitto comune a pranzo (salvo i casi in cui viene eseguita l’anestesia), posizionare agocannula al braccio opposto al lato del calcolo, somministrare su prescrizione medica un antibiotico per via endovenosa, preparare il calice per la raccolta delle urine con garza per il filtraggio.

Per l’esecuzione di questo trattamento il paziente non necessita di tricotomia né di controllo post-trattamento salvo prescrizione medica.

L’assitenza post-trattamento con litrotrissia extracorporea riprende quella improntata per il paziente con colica renale, in più vi è l’educazione del paziente al riconoscimento di specifici segni o sintomi post-ESWL che necessitano di un immediato intervento medico.